La sterlina perde terreno per le incertezze sulla Brexit mentre la lira turca recupera

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1 April 2019

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

L’incapacità del parlamento britannico di trovare un accordo sulla Brexit e l’ultimo rifiuto al piano della May hanno fatto deprezzare la sterlina, che è scesa di quasi il 2% e si è rivelata la peggiore valuta G10.

La lira turca ha recuperato alcune delle sue recenti perdite, grazie ad Erdogan che ha di fatto bloccato il mercato offshore per stabilizzare la lira turca a cavallo delle elezioni. È però impossibile prevedere quello che succederà d’ora in avanti, visto anche il drammatico calo delle riserve valutarie della banca centrale turca.

I dati in uscita questa settimana partono con una nota positiva, con i PMI cinesi usciti oltre le aspettative. Dopo l’inflazione europea di ieri, in calo allo 0.8%, giovedì saranno pubblicati i verbali dell’ultimo meeting BCE seguiti dagli NFP statunitensi relativi al mese di marzo in uscita venerdì pomeriggio.
Una conferma sulla crescita dei salari potrebbe portare a un’inversione di tendenza dei Treasuries americani dopo il rally che abbiamo visto dall’ultimo meeting della Federal Reserve.

EUR

Le notizie macroeconomiche riguardanti l’area euro sono state abbastanza buone la settimana scorsa, dopo le uscite deludenti della settimana precedente. Le vendite al dettaglio tedesche sono uscite molto positive e quelle del mese precedente sono state riviste al rialzo. Ciononostante, i toni dovish dei rappresentanti della BCE hanno tenuto l’euro nella parte bassa del recente range di prezzo contro il dollaro. L’inflazione flash di marzo è uscita ieri mattina allo 0.8%, leggermente in calo rispetto alle attese di 0.9%.

USD

La scorsa settimana negli Stati Uniti sono usciti una serie di dati di secondo piano un pò più deboli del previsto, che non sono però stati sufficienti a cambiare il quadro macroeconomico in modo significativo. Dai dati sui salari di venerdì, la pubblicazione più importante del mese, ci aspettiamo una continua tendenza al rialzo dei salari combinata a una solida creazione di posti di lavoro, che potrebbe porre fine al rally dei Treasuries.

GBP

Il parlamento inglese non è stato in grado di trovare un accordo comune sulla Brexit e per la terza volta ha rigettato la proposta della May. A questo punto lo scenario di base resta l’uscita senza accordo il 12 aprile, anche se riteniamo sia un’eventualità molto improbabile. L’esito più plausibile rimane un’estensione più lunga che dia tempo per trovare una maggioranza per una delle opzioni, anche con elezioni anticipate. Da qui in avanti ci saranno una serie di voti in parlamento sulle diverse versioni della Brexit, con l’obiettivo di averne almeno una che non venga rigettata pesantemente. Ci aspettiamo volatilità sulla sterlina fino a che l’estensione non verrà richiesta e approvata.

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