Sterlina ai massimi grazie al Parlamento che esclude l’ipotesi di una hard Brexit

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18 March 2019

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

La scorsa settimana la politica britannica ha nuovamente dominato il mercato dei cambi. Come ci aspettavamo, il Parlamento inglese ha respinto l’accordo con l’UE a larga maggioranza, ha rigettato una Brexit senza accordo e ha aperto a un rinvio della scadenza del 29 marzo.

L’ottimismo portato dall’esclusione dello scenario peggiore ha spinto GBP/USD ai massimi livelli da luglio dello scorso anno. Le valute europee hanno seguito il trend della sterlina, mentre il ritorno della propensione al rischio ha sostenuto le altre valute G10, a eccezione delle safe heaven yen e franco svizzero.

Questa settimana, la riunione di marzo della Federal Reserve sposterà l’attenzione degli operatori sulla politica monetaria. La politica britannica continuerà a spostare i mercati poiché Theresa May affronterà martedì il terzo voto in parlamento sul suo accordo con l’UE. Infine, il rilascio degli indici PMI sulle attività commerciali nell’eurozona venerdì ci darà maggiori indicazioni sullo stato di salute dell’economia europea.

EUR

I dati della scorsa settimana sulla produzione industriale nell’eurozona di gennaio hanno sorpreso in positivo. Abbiamo notato che, malgrado i commenti negativi sull’economia europea, l’andamento dei dati economici recentemente rilasciati ha preso un chiaro tono positivo nelle ultime due settimane.

L’ottimismo del nostro punto di vista verrà testato venerdì con la pubblicazione degli indici PMI. Abbiamo, a tal proposito, delle aspettative rialziste specialmente per la produzione manifatturiera. Questo potrebbe portare a un modesto rialzo dell’euro verso i valori medi degli scorsi mesi, nei dintorni di 1.1500.

USD

L’attenzione durante questa settimana sarà ovviamente rivolta alla riunione della Federal Reserve di martedì e mercoledì. Non è previsto alcun cambiamento sul livello dei tassi, tuttavia la Fed dovrebbe annunciare che comincerà nuovamente a reinvestire i proventi dei titoli di stato in scadenza, una decisione lievemente accomodante.

I “dot plots”, che trasmettono le aspettative dei membri del FOMC riguardo al futuro percorso dei tassi d’interesse, saranno il punto chiave. Ci aspettiamo che il loro valore mediano non segnali nessun rialzo per il 2019, a differenza di quanto si attende la maggior parte degli analisti, di conseguenza è probabile che il dollaro soffra questa settimana.

GBP

Il driver principale continua a essere la Brexit. I tre voti chiave della scorsa settimana sono andati come previsto: no al deal della May, no a un’uscita senza accordo e sì all’estensione. Theresa May farà un terzo tentativo martedì. Pur con un margine inferiore rispetto alla settimana scorsa, ci aspettiamo un’altra bocciatura, in quanto il divario in termini di supporto è ancora troppo ampio per essere colmato. Se invece ci sbagliassimo e l’accordo venisse approvato, potremmo aspettarci un significativo apprezzamento della sterlina, superiore anche a quello della scorsa settimana. Il focus sarà ora sul summit con l’UE durante il weekend, nel quale ci si aspetta che si negozierà sulla richiesta formale di un rinvio della deadline del 29 marzo. A nostro avviso, più lungo sarà il ritardo, maggiore sarà l’apprezzamento del pound, dato che i mercati inizierebbero a scontare la possibilità di un secondo referendum.

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