Il rally del petrolio supporta la valute dei Paesi esportatori di greggio

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22 June 2020

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

Il rally degli asset rischiosi è ripreso la scorsa settimana, anche se più lentamente e con sessioni piuttosto volatili. Il petrolio ha sovraperformato, con le quotazioni del greggio che hanno guadagnato il 10% in una settimana.

N
on sorprende quindi che le valute più performanti della settimana siano state il rublo russo e il peso colombiano, le cui economie dipendono fortemente dalle esportazioni di energia. Tra quelle che si sono indebolite, la sterlina è stata la peggiore tra le G10, con i timori di una “hard Brexit” che continuano a pesare sulla valuta britannica.

Questa settimana usciranno gli importanti dati sui PMI dell’attività economica di giugno nell’Eurozona, negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Si tratta di indicatori prospettici, tra i più affidabili per capire il reale stato dell’economia. Nelle ultime settimane i dati economici hanno sorpreso al rialzo e prevediamo che tale tendenza continuerà, con alcuni indici che potrebbero uscire al di sopra del livello chiave di 50, segnalando un ritorno all’espansione economica.

EUR

Non ci sono state molte notizie economiche provenienti dall’Eurozona la scorsa settimana. L’aspetto positivo è che i casi COVID continuano ad avere una tendenza al ribasso nell’intero continente, in netto contrasto con la situazione negli Stati Uniti. Inoltre, le banche dell’Eurozona hanno preso prestiti a basso costo TLTRO3 dalla BCE più di quanto ci si aspettasse, un altro segno che punta nella giusta direzione, poiché indica che le banche sono ottimiste sulla domanda di credito. Pensiamo che ci sia il potenziale per un’altra sorpresa al rialzo degli indici PMI dell’Eurozona di giugno in uscita questa settimana. Se così fosse e il divario nei nuovi casi COVID con gli Stati Uniti persistesse, potremmo vedere una ripresa del rally dell’euro.

USD

I dati economici statunitensi sono stati contrastanti la scorsa settimana. Le vendite al dettaglio di maggio sono state molto migliori del previsto, con un recupero dai minimi di aprile due volte più veloce di quanto atteso, mentre le richieste di disoccupazione settimanali sono state leggermente deludenti. Altri 1.5 milioni di lavoratori hanno presentato domanda di indennità di disoccupazione e il numero di sussidi erogati è rimasto superiore a 20 milioni. Più inquietante è la tendenza al rialzo nei nuovi casi COVID in molti stati, come California, Texas e Florida, dove la curva di contagio è in aumento e il numero di nuovi casi raggiunge regolarmente nuovi record. Prevediamo che il divario tra queste cifre e quelle più incoraggianti dell’Eurozona potrebbero favorire la moneta comune nelle prossime settimane.

GBP

Le notizie economiche della scorsa settimana dal Regno Unito sono state generalmente migliori del previsto. La disoccupazione è cresciuta meno di quanto si temesse e le vendite al dettaglio (escluso il carburante) sono aumentate del 10% rispetto alle aspettative di un guadagno del 5%. La Banca d’Inghilterra ha lasciato i tassi invariati e ha aumentato il QE di 100 miliardi di sterline, con un solo voto contrario. Tuttavia, la sterlina non è riuscita a riprendersi nonostante queste circostanze favorevoli, in quanto sembra che gli operatori di mercato siano sempre più preoccupati per la mancanza di progressi nei negoziati sulla Brexit con l’Unione europea.

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