I mercati valutari rimangono volatili mentre le banche centrali annunciano ulteriori misure di stimolo

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14 April 2020

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

I mercati finanziari di tutto il mondo hanno continuato ad ignorare i pessimi dati economici e si sono concentrati invece sui massicci interventi degli Stati e delle banche centrali che vengono annunciati su base settimanale.

L
a scorsa settimana i mercati azionari e gli asset più rischiosi in generale hanno continuato il loro rimbalzo, poiché la Federal Reserve ha annunciato l’ennesimo programma di prestiti diretti a sostegno dell’economia e l’Eurogruppo ha lanciato un più modesto pacchetto di stimoli fiscali, da aggiungere a quelli concordati a livello nazionale.

A differenza degli asset rischiosi, le valute G10 non hanno reagito al susseguirsi delle notizie e la maggior parte di queste ha chiuso la settimana come l’aveva iniziata. Le valute dei mercati emergenti e quelle G10 legate all’andamento delle materie prime, tuttavia, si sono unite agli asset rischiosi di tutto il mondo e si sono fortemente rafforzate.

Le performance migliori le hanno registrate le valute legate al petrolio, sostenute dalle prospettive di un accordo per tagliare la produzione e il conseguente rimbalzo dei prezzi del greggio.

Questa settimana, l’attenzione si focalizzerà su due aspetti. Da un lato, gli investitori concentreranno l’attenzione sul ritmo del declino dei nuovi contagi da coronavirus in Europa, sulla graduale ripresa economica in Cina e sulla conferma che i casi negli Stati Uniti stanno raggiungendo il picco. Dall’altro, i dati economici in uscita come le richieste di sussidi di disoccupazione settimanali e le vendite al dettaglio mensili negli Stati Uniti, saranno esaminati attentamente per valutare l’entità del danno provocato dalla pandemia.

EUR

L’Eurozona ha aggiunto un ulteriore pacchetto di stimoli fiscali corrispondente a circa il 4% del PIL, all’insieme di misure già intraprese per mitigare l’impatto economico della pandemia. Sebbene questa cifra sia più modesta di quelle considerate negli Stati Uniti, va ricordato che si aggiunge alle misure di stimolo più sostanziali adottate dai singoli Stati con il supporto esplicito della BCE. Al contrario, i singoli stati degli USA non sono in grado di fornire molti stimoli fiscali e devono fare affidamento quasi esclusivamente su programmi federali. Rimaniamo colpiti dalla portata e dalla velocità della risposta complessiva dell’Eurozona e pensiamo che prima o poi questo porterà l’euro a rafforzarsi.

USD

La Federal Reserve ha lanciato un altro massiccio programma di prestiti per sostenere l’economia. Il nuovo pacchetto include prestiti ai governi locali e statali, una parte fondamentale del piano di supporto, dato il calo delle entrate fiscali e la loro incapacità di far fronte al deficit autonomamente. Tuttavia, l’indicatore più tempestivo del danno provocato dalla crisi, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, continua a superare anche le previsioni più pessimistiche. Nonostante la risposta fiscale e monetaria negli Stati Uniti sia commisurata all’entità del problema, ci aspettiamo ancora una contrazione economica più profonda e più lunga che in Europa e manteniamo la nostra visione positiva sull’euro.

GBP

In assenza di dati macroeconomici rilevanti in uscita, il punto chiave che determinerà l’andamento della sterlina questa settimana sarà l’annuncio del governo riguardante la decisione sulla durata del lockdown oltre il 29 aprile, previsto in questi giorni. Prevediamo che il lockdown sarà esteso, anche se questo potrebbe essere già stato scontato dai mercati. Per questo motivo, la sterlina seguirà, probabilmente, l’andamento dell’euro nei confronti del dollaro per tutta la settimana.

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