L’ottimismo delle imprese sostiene i mercati in tutto il mondo e affossa il dollaro

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26 May 2020

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

Il rimbalzo generale nei principali indici PMI, da livelli catastrofici a livelli ancora molto bassi, e il continuo allentamento di misure di blocco, ha rassicurato i mercati e sostenuto gli asset rischiosi di tutto il mondo a partire dai titoli azionari.

L
e valute non hanno fatto eccezione e il dollaro ha perso terreno contro tutte le principali valute tranne quelle rifugio come lo yen e il franco svizzero. A beneficiarne maggiormente sono state le valute dei mercati emergenti che avevano perso di più durante la crisi come il real brasiliano e il peso messicano. Al contrario, la lira turca è rimasta esclusa e ha chiuso la settimana invariata contro il dollaro e in calo contro l’euro.

Alla fine della scorsa settimana è emerso un nuovo fattore di rischio quando le tensioni tra Stati Uniti e Cina sono peggiorate, poiché l’amministrazione Trump si è opposta alla nuova legge sulla sicurezza nazionale relativa al territorio di Hong Kong. Il Memorial Day negli Stati Uniti e l’assenza di contromisure specifiche da parte degli USA stanno supportando gli asset di rischio e le valute dei mercati emergenti. Il dato più importante della settimana a nostro avviso sarà l’inflazione di maggio dell’Eurozona in uscita venerdì, che farà luce su quanto siano state danneggiate domanda ed offerta dell’Eurozona.

EUR

La proposta franco-tedesca di un programma da 500 miliardi di euro, per finanziare la ripresa dalla pandemia, oltre alle misure già adottate dalla BCE, ha supportato la ripresa della valuta comune. È ancora molto presto, ma il significativo rimbalzo dei PMI dell’Eurozona (che restano purtroppo a un livello basso) è un primo segnale positivo dell’impatto dei vari programmi di sostegno e dell’allentamento delle misure di lockdown più stringenti.

L’indice tedesco IFO in particolare, che misura la fiducia delle imprese, è risultato di gran lunga superiore alle attese. Questo indice è stato uno dei primi indicatori a segnare la fine della recessione nel 2008.

USD

Il mercato del lavoro americano non ha ancora toccato il fondo. Il numero di richieste di sussidi di disoccupazione settimanali è aumentato ancora una volta più delle aspettative, con un tasso di disoccupazione intorno al 20%. Il Congresso ha assicurato che le indennità di disoccupazione rimarranno piuttosto generose nel breve termine, il che dovrebbe proteggere la domanda aggregata, ma i danni alle imprese saranno sostanziali.

I dati chiave di questa settimana saranno nuovamente quelli relativi alla disoccupazione. Gli economisti prevedono una relativa stabilizzazione, poiché la perdita di posti di lavoro dovrebbe venire compensata da alcune aziende che stanno iniziando a riassumere lavoratori licenziati. Continuiamo a pensare che il dollaro soffrirà nel medio periodo, a causa di una risposta alla crisi da parte degli USA più debole rispetto a quella Europea e per via dei maggiori danni nel medio termine al mercato del lavoro statunitense.

GBP

I dati di aprile hanno mostrato un record nelle richieste dei sussidi di disoccupazione, sebbene i dati non siano stati così negativi rispetto le previsioni. Anche le vendite al dettaglio sono diminuite in aprile di un importo record, oltre il 22%. I deludenti dati, combinati con il dibattito interno alla Banca d’Inghilterra sui tassi negativi, hanno limitato il recupero della sterlina.

La maggior parte degli indici economici mostra un rimbalzo del 50% rispetto fine aprile, per questo riteniamo che le pressioni al ribasso sulla sterlina siano limitate.

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