Lo stallo nei negoziati commerciali indebolisce il dollaro

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18 November 2019

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

Il tema della settimana tra le valute G10 è stato il ritracciamento del dollaro USA sulla scia di rumors negativi sulla guerra commerciale e di notizie economiche sull’Eurozona leggermente positive.

T
uttavia, la star della settimana è stato il dollaro neozelandese, che ha recuperato molto dopo che la Reserve Bank of New Zealand, in discontinuità con le altre banche centrali, ha lasciato invariati i tassi deludendo le aspettative di mercato che si aspettavano un taglio. La valuta G10 che ha sofferto di più è stato il dollaro australiano, in quello che è sembrata una chiusura forzata delle posizioni lunghe su AUD/NZD. Le valute dei mercati emergenti si sono mosse generalmente in ribasso, guidate dal peso cileno che è stato venduto a causa delle preoccupazioni politiche.

Questa settimana l’attenzione dovrebbe tornare ai dati macroeconomici. Gli indici PMI dell’attività commerciale nell’Eurozona di venerdì saranno quelli più importanti. Possiamo aspettarci una certa volatilità anche dopo la pubblicazione dei verbali della riunione della Federal Reserve mercoledì e di quelli della BCE giovedì.

EUR

Le notizie secondo cui la Germania ha evitato di poco la recessione aiutando la crescita dell’Eurozona a superare le aspettative sono state un vantaggio per l’euro e le valute europee in generale. Anche i dati sulla produzione industriale e sul lavoro sono risultati migliori del previsto. In linea con le nostre previsioni, sembra che l’economia dell’Eurozona abbia scampato la recessione e che la crescita stia ricominciando. I dati PMI di venerdì saranno quindi ancora più importanti del solito e ci aspettiamo che segnino un altro solido miglioramento, il che dovrebbe evitare ulteriori stimoli da parte della BCE favorendo la moneta comune.

USD

A differenza dell’Eurozona, le notizie economiche dagli USA si sono rivelate più deboli del previsto, sebbene finora nessun dato porti ad una particolare preoccupazione sulla crescita.

I dati in uscita questa settimana saranno prevalentemente di secondo piano, quindi gli investitori analizzeranno a fondo le minute dell’ultimo incontro del FOMC per ottenere conferma che la FED rimarrà in attesa di eventuali sviluppi economici prima di ulteriori azioni di politica monetaria.

GBP

Gli ultimi dati macroeconomici su inflazione, crescita e mercato del lavoro sono stati leggermente al di sotto delle aspettative. Tuttavia, la sterlina è stata sostenuta dal significativo vantaggio che i conservatori mantengono nei sondaggi, rafforzato anche dalla decisione del “Brexit Party” di non presentarsi ad alcuni seggi per evitare di frammentare il voto a destra. Nonostante l’esperienza del 2017 ci ricordi che i laburisti hanno ancora tempo a disposizione per ridurre il distacco, lo scenario più probabile è una netta vittoria di Johnson e un accordo sulla Brexit non molto diverso dall’ultimo.

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