L’euro scivola sui timori di una recessione, mentre la May si assicura una modesta estensione dell’articolo 50

  • torna indietro
  • A proposito di Ebury
    Analisi del mercato valutario
    Chi siamo
    Chi siamo|Commercio Estero
    Finanza
    Frode
  • Latest

25 March 2019

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

La settimana scorsa si è rivelata molto ricca di eventi nel mercato FX.

L’euro, in particolare, ha avuto giorni molto volatili. Mercoledì la moneta comune è salita al massimo delle ultime sette settimane dopo che la Federal Reserve ha bruscamente rivisto al ribasso le proiezioni sui tassi d’interesse in seguito nell’ultima riunione di politica monetaria.

I pessimi dati sui PMI nell’Eurozona, venerdì, hanno fatto perdere nuovamente terreno all’euro fino a toccare un livello di 1.1300, scatenando i timori di una recessione dell’eurozona.

Nel Regno Unito, Theresa May è stata in grado di assicurare una modesta estensione alla scadenza della Brexit, anche se più breve di quanto avesse sperato. La Brexit continuerà a essere il tema dominante di questa settimana. La May probabilmente martedì dovrebbe portare il suo accordo a un terzo voto alla Camera dei Comuni, anche se questo quasi certamente verrà ancora respinto.

EUR

Gli ultimi dati PMI dell’eurozona sono stati molto deludenti, facendo perdere all’euro, nella giornata di venerdì, oltre mezzo punto percentuale nei confronti del dollaro. Mentre l’indice sui servizi non ha sofferto in maniera significativa, l’attività manifatturiera continua ad avere un trend negativo.

L’indice del settore manifatturiero è sceso ad un valore di appena 47.6 nel mese di marzo, in pieno territorio recessivo. Questo risultato è stato determinato in gran parte da una performance nettamente negativa del settore manifatturiero tedesco.

Questi dati così deboli sono un indicatore preoccupante e riaccendono i timori che l’economia dell’eurozona possa entrare in recessione nel 2019. A nostro avviso, questi dati diminuiscono le poche speranze che la BCE possa rialzare i tassi a fine 2019. Riteniamo che la mancanza di un intervento politico probabilmente manterrà l’euro sui livelli contenuti di quest’anno.

USD

Nel nostro report pre-meeting Fed avevamo menzionato che il dollaro non sarebbe stato influenzato se la banca centrale USA avesse rivisto al ribasso le sue proiezioni di rialzo dei tassi, ma di quanto.

Questa previsione è stata confermata mercoledì, dopo che l’ultimo “dot plot” della Fed ha segnalato che i policy-makers ora non prevedono alcun rialzo dei tassi di interesse per tutto l’anno.

Si tratta di un significativo allontanamento dalle previsioni di dicembre e un downgrade più significativo di quanto previsto dal mercato.

Gli investitori hanno iniziato a prezzare dei tagli sui tassi della Fed dei prossimi due anni. Tuttavia, riteniamo che si tratti di una reazione eccessiva e ci aspettiamo che la politica monetaria rimanga invariata per tutto il resto del 2019.

Ribadiamo che l’attuale configurazione, che combina tassi bassi negli Stati Uniti con una crescita costante a livello mondiale, è molto positiva per le valute emergenti.

GBP

La scorsa settimana la sterlina ha avuto un andamento da valuta emergente. Giovedì, le preoccupazioni per un no deal l’hanno fatta crollare, ma dopo la concessione da parte della UE al Regno Unito di una limitata posticipazione della Brexit, il pound ha chiuso la settimana in ripresa.

Attualmente, il Regno Unito è pronto a lasciare l’UE il 22 maggio, a patto che Theresa May riesca a far approvare la sua proposta di Brexit al parlamento. Se il suo accordo dovesse essere nuovamente respinto, la data di uscita dall’UE sarà posticipata fino al 12 aprile, a quel punto il governo inglese dovrebbe richiedere più tempo pena il rischio di un’uscita senza un accordo. In questo caso, pensiamo che il pound arriverà al di sotto della soglia di 1.30 contro il dollaro, poiché gli investitori si preparano a considerare la possibilità che il Regno Unito lasci l’UE in poco più di due settimane senza un accordo.

Tuttavia, riteniamo che una posticipazione più ampia della Brexit o un accordo restino gli esiti più probabili. Questo dovrebbe mantenere il cable sopra il livello di 1.30.

Condividere