L’euro scende al minimo da tre anni mentre i mercati superano la paura del coronavirus

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17 February 2020

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

La scorsa settimana gli asset rischiosi e le valute dei mercati emergenti hanno recuperato, i mercati infatti rimangono fiduciosi e si aspettano che gli impatti economici dell’epidemia di Coronavirus rimangano contenuti e gestibili. Il cambio di metodologia di calcolo, pur causando un picco nel numero di casi riportati, non ha cambiato questa visione fondamentale.

T
uttavia, ciò non aiuta l’euro, che la settimana scorsa è sceso ai minimi da alcuni anni affossato dai dati economici dell’Eurozona, che continuano a tracciare un quadro di quasi stagnazione, e dal carry trade, in cui ci si finanzia in euro beneficiando dei bassi tassi di interesse per investire in asset più rischiosi. La sterlina è stata la valuta con il miglior rendimento tra le G10, sostenuta dai segnali che il governo Johnson è pronto ad implementare stimoli fiscali nel Regno Unito.

Questa settimana sarà fondamentale per l’Eurozona. Venerdì avremo dati preliminari sia degli indici PMI che dell’inflazione nell’Eurozona. I PMI rappresenteranno il primo dato chiave, al di fuori della Cina, che misura l’impatto sull’economia del Coronavirus, quindi venerdì mattina potrebbe esserci volatilità.

EUR

I dati riguardanti la produzione industriale e la crescita del PIL dell’Eurozona sono usciti relativamente deboli in linea con le attese. La crescita economica resta fragile, mentre l’occupazione cresce in maniera equilibrata. Il mercato si è però focalizzato sul primo aspetto, portando l’euro ai minimi da diversi anni. E’ quindi possibile che si debba aspettare lo stimolo fiscale richiesto dalla BCE prima di vedere un rally della moneta comune.

USD

I dati economici statunitensi della scorsa settimana erano di secondo piano, ad eccezione dell’inflazione la cui misura “core” rimane forte e ampiamente al di sopra dell’obiettivo della Fed del 2% (sebbene altri indicatori siano leggermente inferiori). Finora le primarie democratiche, in cui Sanders continua ad essere in testa, hanno avuto un impatto limitato sui mercati finanziari. Questa situazione potrebbe cambiare tra questa e la prossima settimana, visto che le primarie si terranno in stati più popolosi e rappresentativi come il Nevada il 22 febbraio e la Carolina del Sud il 29.

GBP

La scorsa settimana la sterlina ha registrato un forte recupero in quanto il rimpasto nel governo di Johnson è stato letto come una manovra per favorire una politica fiscale più espansiva. La sterlina sarà messa alla prova questa settimana, quando usciranno una serie di dati importanti, tra cui gli indici PMI, il rapporto sul lavoro e l’inflazione (anche se questi sono tutti indicatori retrospettivi). Ultimamente la sterlina è un buon indicatore della propensione al rischio e, se l’epidemia di Coronavirus dovesse restare contenuta all’interno della Cina come ci aspettiamo, il rally del pound potrebbe continuare anche nelle prossime settimane.

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