Le valute latino-americane e il dollaro rimbalzano, mentre il mercato azionario ritraccia

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7 September 2020

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer di Ebury. Si impegna a mitigare il rischio valutario tramite strategie su misura, aggiornamenti di mercato dettagliati e previsioni FXFC per Bloomberg.

La scorsa settimana abbiamo visto un’insolita combinazione di vincitori. Il dollaro USA si è ripreso, senza sorprendere visto il prolungato posizionamento al ribasso sul dollaro, dopo l’ennesima notizia positiva proveniente dal mercato del lavoro statunitense e la recente correzione generale nel recente trend sul mercato azionario.

S
tranamente, però, le principali valute latino-americane hanno interrotto le consuete correlazioni e, di fatto, si sono rafforzate contro il dollaro, con il real brasiliano e il peso messicano che sono entrambi finiti in cima alla classifica delle performance settimanali. I segnali che la pandemia potrebbe essere al culmine in entrambi i paesi hanno indubbiamente una parte del merito, ma anche il fatto che entrambe le valute si siano deprezzate molto a causa della pandemia, portandole a livelli interessanti per gli investitori.

L’evento principale questa settimana sarà giovedì la riunione di settembre della BCE. I mercati saranno ansiosi di vedere la reazione della banca centrale agli ultimi dati economici, in particolare lo shock dell’inflazione che ha visto quella core scendere ad un minimo storico dello 0.4% anno su anno. Riteniamo che la combinazione di debolezza dell’inflazione dell’Eurozona, la forza del mercato del lavoro statunitense e l’eccessivo posizionamento al rialzo sull’euro si tradurrà probabilmente in una temporanea debolezza della moneta comune.

EUR

La settimana scorsa deve essere scattato l’allarme presso la sede della BCE a Francoforte. Uno sconcertante rapporto sull’inflazione ha mostrato che questa è ampiamente al di sotto delle aspettative e si attesta al minimo storico dello 0.4%.

Inoltre l’euro ha superato il livello psicologico di 1.20 nei confronti del dollaro, anche se è sceso nuovamente al di sotto nel corso della settimana. Riteniamo che la BCE non si aspettava nessuno di questi due sviluppi nella sua precedente riunione.

Anche se non prevediamo alcun cambiamento immediato nella politica monetaria, l’incontro di questa settimana assume una certa importanza per gli operatori di mercato. Sarà fondamentale vedere quanta tolleranza c’è a Francoforte per un ulteriore apprezzamento della valuta nel contesto di un’inflazione prossima allo zero.

USD

I dati economici per gli Stati Uniti sono stati positivi la scorsa settimana. Gli indici ISM sono tutti in territorio fortemente espansivo, sopra 56 sia per i servizi che per la manifattura.

Il rapporto sul mercato del lavoro di agosto ha confermato le notizie positive dei dati settimanali sui nuovi occupati. Ad agosto sono stati recuperati 14 milioni di posti di lavoro. Ancora più positivo è stato il rapporto sulla disoccupazione, che fissa il tasso di disoccupazione all’8.4%, molto al di sotto delle aspettative.

Questa settimana, caratterizzata da poche notizie oltre ai dati sull’inflazione di venerdì, ci aspettiamo che il dollaro reagisca principalmente alle notizie dalla riunione della BCE e ai negoziati tra Democratici e Repubblicani sulla dimensione e la composizione delle ulteriori misure di stimolo.

GBP

La sterlina sembra essere intrappolata tra due tendenze opposte. Da un lato, i dati economici nel Regno Unito hanno sorpreso al rialzo. Dall’altro, finora non sembrano esserci progressi riguardo i negoziati sulla Brexit. Prevediamo che i dati economici cominceranno a passare in secondo piano rispetto ai negoziati sulla Brexit nelle prossime settimane. La velocità con cui la sterlina si è rafforzata dai minimi della pandemia e la tendenza a portare i negoziati sulla Brexit vicino alla scadenza, potrebbero far continuare a soffrire la sterlina nel breve termine.

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