L’allontanarsi di una Brexit senza accordo sostiene la sterlina

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4 March 2019

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

L’unica certezza in una settimana di notizie molto contrastanti è stato il rally della sterlina.

Il primo ministro May ha annunciato che permetterà al Parlamento di votare una richiesta di proroga della scadenza del 29 marzo se il suo accordo verrà nuovamente respinto il 12 marzo. Questo ha ridotto le probabilità di una Brexit senza accordo e la sterlina ha reagito registrando un altro rialzo del 2% rispetto al dollaro. La maggior parte delle altre valute G10 si è, invece, mossa lateralmente.

Questa settimana l’incontro di marzo della BCE di giovedì e gli NFP di venerdì dovrebbero portare una certa volatilità. Come sempre, le ultime evoluzioni sui colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti e le trattative sulla Brexit terranno gli investitori sulle spine.

EUR

Il calo dell’inflazione nell’Eurozona all’1,0% e la recente delusione dovuta ai dati economici non possono essere ben accolti dalla BCE. La chiave per la moneta comune sarà la misura in cui la banca centrale rivedrà al ribasso le stime di crescita e inflazione nella riunione di giovedì. Tuttavia, bisogna notare che i mercati stanno già valutando una svolta significativamente accomodante e che il differenziale con i tassi statunitensi a 1 anno si aggira intorno ai minimi annuali, dato che negli Stati Uniti è avvenuta una svolta analoga. Pertanto, presteremo maggiore attenzione ai dati macroeconomici e ai dati industriali tedeschi, francesi e italiani per accertare se la recente debolezza sia ciclica o semplicemente causata da fattori “una tantum”.

USD

Gli eventi chiave di questa settimana saranno il rilascio del Beige Book della Fed, gli interventi di un paio di membri della Fed mercoledì e soprattutto l’uscita venerdì dei Non Farm Payrolls. Tuttavia, ancora più importanti, saranno le notizie riguardanti l’accordo che sta per prendere forma tra gli Stati Uniti e la Cina. Se confermato, in un contesto di bassi tassi statunitensi, di crescita costante e con lo scongiurarsi di guerre commerciali globali, risulterebbe particolarmente favorevole all’apprezzamento delle divise dei mercati emergenti.

GBP

Nonostante i dati macroeconomici del Regno Unito della scorsa settimana siano stati indubbiamente deboli, il mercato continua a concentrarsi solamente sulla Brexit e sulla probabilità di un no-deal. Le probabilità di un’uscita senza accordo sono diminuite dopo che la May ha accettato di lasciare che il Parlamento voti al riguardo nel caso in cui il piano di uscita venga rigettato il 12 marzo. A oggi la probabilità di un no-deal è uno su sei, in calo del 35% rispetto solo a 2 settimane fa. La sterlina ha di conseguenza reagito bene, anche se pensiamo che il suo rafforzamento possa arrestarsi fino all’uscita di ulteriori notizie riguardo al voto di marzo.

Martedì sono in uscita gli indici PMI sui servizi, anche se continuiamo a ritenere che le notizie sulla Brexit saranno il principale driver per la sterlina.

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