La propensione al rischio indebolisce il dollaro

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4 November 2019

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

Il taglio “Hawkish” della Federal Reserve non ha aiutato il dollaro la scorsa settimana.

P
er ora, l’effetto netto sul mercato valutario è stato il deflusso di fondi dal dollaro in seguito al ritorno della propensione al rischio, che ha indebolito il biglietto verde nei confronti di tutte le G10 tranne il dollaro canadese. Anche la scorsa settimana è stata caratterizzata da un rafforzamento dei mercati emergenti, con eccezione del peso cileno e del rand sudafricano, a causa dei loro problemi interni.

Superati i meeting delle banche centrali, il focus per il mercato valutario sarà di nuovo sui dati economici. Oltre al meeting della Banca d’Inghilterra giovedì, l’attenzione sarà puntata sugli ordini industriali e manifatturieri dell’Eurozona in uscita lungo tutta la settimana.

EUR

Stiamo assistendo a due sviluppi paralleli che potrebbero risultare positivi per la moneta comune. In primo luogo, i dati economici (crescita del PIL e inflazione core, i più recenti) sono usciti meglio delle aspettative, che erano particolarmente basse a causa dei segnali poco incoraggianti arrivati precedentemente da indicatori più soggettivi come i sondaggi PMI. In secondo luogo, il numero di responsabili politici che chiedono uno stimolo fiscale a complemento dello stimolo monetario della BCE è in aumento. La nuova Presidente della BCE Lagarde ha chiarito di essere in piena sintonia con l’uscente Draghi su questo fronte. I dati deboli del settore manifatturiero tedesco e l’impennata populista in alcune elezioni locali tedesche fanno sì che che questo stimolo stia diventando sempre più probabile. Riteniamo che qualsiasi notizia significativa su questo fronte sarebbe un catalizzatore per un rally dell’euro.

USD

Come da attese, la scorsa settimana la Federal Reserve ha tagliato i tassi, ma al contrario di quanto si aspettava il mercato ha dichiarato che non ci saranno ulteriori tagli finché l’economia americana non mostri chiari segni di indebolimento rispetto al livello attuale. Powell ha comunque mantenuto toni accomodanti, dicendo che un rialzo dei tassi è ancora più lontano e che dovrà vedere chiari segni di inflazione al rialzo prima di considerare una tale politica. Ciononostante, il mercato ha ignorato questo taglio dei tassi, focalizzandosi sul marginale allentamento delle tensioni USA-Cina, sulle notizie economiche positive a livello globale e sulla rimozione di un’ipotesi no-deal sul fronte Brexit, tutti elementi che hanno agevolato gli asset rischiosi e penalizzato il dollaro.

GBP

Il pound continua a beneficiare della riduzione del rischio di no-deal per la Brexit, che i mercati ora prezzano a meno del 10%. Comunque, il rally della scorsa settimana è più dovuto alla generale debolezza del dollaro che al rafforzamento della sterlina. In linea con le nostre previsioni, i politici hanno accettato un’elezione generale, che si terrà il 12 dicembre, come precondizione per qualsiasi soluzione lato Brexit. Dato il largo vantaggio dei conservatori nei sondaggi, il nostro scenario base è una sicura maggioranza dei Tory che permetterà una Brexit sulla scia del secondo accordo di uscita rigettato per pochi voti dal parlamento. In questo scenario c’è spazio per un ulteriore recupero della sterlina ma è da notare che i Labour nelle ultime elezioni hanno ottenuto migliori risultati rispetto ai sondaggi e l’ipotesi di un parlamento senza una chiara maggioranza non può essere esclusa.

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