Il conflitto in Medio Oriente aiuta il dollaro statunitense

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16 June 2025

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Economist di Ebury

Il dollaro, già indebolito dall’inflazione inferiore alle aspettative e dalle preoccupazioni economiche degli Stati Uniti, ha trovato respiro la scorsa settimana dopo che Israele ha iniziato a bombardare l’Iran per fermarne il programma nucleare.

N
onostante il dollaro abbia chiuso la settimana con una performance altalenante, mostrando un leggero calo rispetto alle altre valute principali, la sua tenuta è stata vista come un successo. Questo è particolarmente vero considerando che era sceso sotto i minimi toccati dopo il “Liberation Day“. La reazione del mercato ha evidenziato come il dollaro mantenga ancora il suo ruolo di bene rifugio durante periodi di incertezza geopolitica, anche se altre sue qualità stanno perdendo attrattiva. I veri vincitori della settimana sono stati il franco svizzero, salito grazie agli investimenti in beni rifugio, e la corona norvegese, che ha beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio.

Le decisioni di politica monetaria cercheranno di sottrarre i riflettori alle tensioni in Medio Oriente questa settimana. La riunione della Federal Reserve di mercoledì è senza dubbio al centro dell’attenzione. Non è previsto alcun taglio, ma i mercati sono ansiosi di conoscere la reazione del FOMC al rallentamento dei dati statunitensi e, soprattutto, al dato sull’inflazione di maggio molto positivo, che non mostra alcun accenno di aumenti dei prezzi causa dazi. Il giorno successivo sarà la volta della Bank of England, la cui riunione di giugno avverrà subito dopo il report chiave sull’IPC di maggio. A dominare il tutto saranno le potenziali sorprese sul fronte dei dazi e il feed dei social media di Trump. Tutto ciò potrebbe rendere questa settimana insolitamente volatile sui mercati valutari.

EUR (Euro)

La scorsa settimana è stata molto tranquilla in termini di notizie provenienti dalla zona euro, e questa non sarà diversa. L’euro è inizialmente salito in risposta all’inflazione debole negli Stati Uniti e ad alcuni commenti relativamente “hawkish” da parte di alcuni funzionari della BCE, che sembrano suggerire che la banca non ha fretta di tagliare nuovamente i tassi di interesse. L’inizio del conflitto Israele-Iran, tuttavia, ha riportato l’euro coi piedi per terra, ed è difficile vedere catalizzatori che aiuteranno la moneta unica a fare un ulteriore passo avanti, almeno questa settimana.

I dati sulle esportazioni e sulla produzione industriale sono stati distorti dall’impennata delle esportazioni verso gli Stati Uniti in vista dei dazi, e dal successivo crollo. Ciò significa che ci vorranno ancora alcune settimane prima di avere un quadro chiaro del loro impatto sull’economia dell’ eurozona. Con l’assenza di dati importanti questa settimana, l’attenzione sarà nuovamente rivolta ai discorsi di alcuni funzionari della BCE nei prossimi giorni, tra cui la presidente Lagarde giovedì.

USD (Dollaro Statunitense)

Il tanto atteso report sull’inflazione di maggio dagli Stati Uniti non ha mostrato alcun impatto dai dazi di Trump, ed è stato infatti molto più basso di quanto chiunque si aspettasse. Il sottoindice “core” è aumentato solo dello 0,1% su base mensile, contro le aspettative del +0,3%, una “huge miss“. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione continuano a salire, contraddicendo il report sui salari di aprile. Le prove sono ancora molto contrastanti, ma nel complesso sembrano confermare che la domanda sta rallentando, il mercato del lavoro si sta allentando e le aziende stanno assorbendo i costi dei dazi piuttosto che aumentare i prezzi e rischiare la propria quota di mercato.

La riunione di giugno della Federal Reserve questa settimana sarà interessante principalmente per valutare in che misura questi dati hanno influenzato le opinioni del FOMC sull’inflazione, sulla crescita e sui potenziali tagli dei tassi di interesse, di cui due completi sono prezzati per quest’anno dai mercati. Come al solito, l’attenzione principale per i partecipanti al mercato sarà sul “dot plot” aggiornato. Con i rischi di inflazione ancora prevalenti, potremmo non vedere alcun cambiamento alla mediana del dot plot per il 2025, sebbene uno o due membri possano rivedere al ribasso la loro visione a favore di tagli più aggressivi.

GBP (Sterlina Britannica)

Il flusso di dati dall’economia britannica è stato più debole recentemente, il che potrebbe spingere la Bank of England ad abbassare i tassi di interesse prima di quanto avessero pronosticato. Il dato sul mercato del lavoro di maggio della scorsa settimana ha mostrato chiari segni di indebolimento, registrando la maggiore perdita netta di posti di lavoro dalla pandemia e un forte aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione. Anche il report sul PIL mensile di aprile è stato più debole del previsto, con un’economia britannica in contrazione dello 0,3% su base mensile. Ciò conferma di fatto i sospetti che la crescita rallenterà marcatamente nel secondo trimestre, poiché sia le imprese che le famiglie sono alle prese con costi più elevati.

In questo contesto, la Bank of England dovrebbe mantenere i tassi stabili questa settimana, ma in assenza di un forte dato sull’inflazione, il MPC potrebbe segnalare che il prossimo taglio sia in arrivo in estate. Ciò potrebbe avvenire sotto forma di una modifica al bias “hawkish” della banca, o nei voti, con la possibilità che due o tre funzionari votino per un taglio immediato giovedì. I dati deboli e il conflitto geopolitico si sono rivelati una cattiva combinazione per la sterlina la scorsa settimana, che ha ceduto parte dei guadagni della sua recente corsa.

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