Il calo dei rendimenti ferma il rally del dollaro

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7 October 2019

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

I preoccupanti e deboli dati dagli Stati Uniti della scorsa settimana hanno influenzato le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve ed hanno ridotto i rendimenti statunitensi di 15 punti base.

I
dati negativi hanno interrotto il trend positivo del dollaro mentre l’euro ha registrato una modesta ripresa verso il livello di 1,10. Il rapporto di venerdì sul mercato del lavoro ha comunque confermato il sentiment positivo negli USA, ed i rendimenti più bassi si sono dimostrati un vantaggio generale per le valute dei mercati emergenti ed in particolare per quelle latinoamericane.

La continua dicotomia tra i dati “soft” risultanti dai sondaggi, come i PMI, ed i numeri reali dell’economia, in particolare sui parametri di occupazione e consumi, sta diventando il tema chiave dei mercati finanziari. Visti i valori deludenti degli ultimi PMI, pensiamo che i dati sulla produzione industriale tedesca di martedì al pari di quelli, generalmente di secondo piano, in uscita giovedì negli Stati Uniti, assumeranno un’importanza insolita. L’inflazione USA e i verbali dell’ultima riunione della BCE di giovedì completeranno la settimana, insieme alle imprevedibili evoluzioni sulla Brexit, in attesa dell’ultimo round di negoziati.

EUR

Questa sarà una settimana insolitamente tranquilla nella zona euro. Oltre alla produzione industriale tedesca, giovedì ci concentreremo sulla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della BCE. Per via della situazione di incertezza economica e politica, le informazioni sul livello di consenso sul quantitative easing, nonché il grado di preoccupazione per il rallentamento apparente nei dati economici assumeranno un’importanza fondamentale.

USD

Il crescente divario tra i dati derivanti da sondaggi e i numeri economici reali ha iniziato ad essere rilevante anche negli Stati Uniti. Gli indici PMI di settembre sono stati abbastanza deludenti e la componente occupazionale nei servizi rimane debole. Tuttavia, gli NFP di settembre mostrano che il mercato del lavoro degli Stati Uniti sta ancora generando posti di lavoro e sta spingendo la disoccupazione verso il basso, sebbene questa pressione non abbia portato a una pressione al rialzo nei salari. Il dato più rilevante di questa settimana saranno i verbali della Fed mercoledì, sebbene saranno in qualche modo oscurati dai recenti sviluppi economici e dall’inflazione di martedì.

GBP

I PMI britannici delle costruzioni hanno confermato che la fiducia delle imprese britanniche si sta indebolendo notevolmente, sebbene sia difficile distinguere quanto la causa possa essere la Brexit o il rallentamento globale. Mentre cresce la pressione per un taglio dei tassi da parte della BOE, la sterlina sarà influenzata dall’evoluzione sui negoziati Brexit più che da dati economici.

Rimaniamo dell’opinione che un rinvio della Brexit e un’elezione generale a novembre siano lo scenario più probabile e, per questo motivo, ci potrebbe essere spazio per un modesto rafforzamento della sterlina nel breve termine.

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