Il dollaro si rafforza a causa della manovra finanziaria italiana e della deludente inflazione nell’eurozona

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1 October 2018

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

La scorsa settimana il dollaro si è rafforzato, nonostante il messaggio della Federal Reserve per certi versi sia stato accomodante e il rendimento dei treasury sia sceso. Questo scenario piuttosto inusuale è stato causato dalla debolezza dell’euro, che ha sofferto in seguito ai deludenti dati sull’inflazione e allo stallo sulla questione del budget italiano.

La sterlina ha avuto una performance relativamente buona, con lo scemare del pessimismo emerso dall’incontro di Salisburgo. I mercati emergenti hanno avuto una settimana con movimenti contrapposti: da un lato vi è stato un rimbalzo generalizzato delle divise sudamericane, mentre dall’altro le asiatiche hanno continuato a soffrire a causa delle tensioni commerciali tra USA e Cina.

Ci si aspetta una settimana piuttosto volatile: euro e sterlina saranno mossi rispettivamente dalle evoluzioni politiche italiane e dalle notizie provenienti dal congresso del partito conservatore inglese, mentre per il dollaro l’evento più atteso sarà il report sul mercato del lavoro di venerdì.

EUR

La notizia che il deficit italiano raggiungerà il 2,4% del PIL per i prossimi tre anni, livello decisamente più alto di quello concordato con la Commissione Europea, ha fatto soffrire l’euro la scorsa settimana. Inoltre il dato deludente sull’inflazione flash non ha aiutato e ha messo in serio dubbio l’ottimismo di Draghi sul fatto che la BCE sia sulla strada giusta per il raggiungimento del suo obiettivo di inflazione al 2% nel medio periodo. Mentre il dato principale è uscito in linea con le attese, il più importante indicatore core, che esclude i componenti volatili di cibo ed energia è sceso di nuovo sotto l’1%. La nostra previsione per un rialzo dei tassi da parte della BCE per il terzo trimestre 2019 è vincolata ad un aumento sostenuto di questo indicatore, cosa che al momento ancora non vediamo.

USD

L’atteso rialzo dei tassi di interesse USA è stato associato a un tono piuttosto accomodante sul livello di equilibrio di lungo periodo dei tassi di interesse. La rimozione dell’aggettivo “accomodante” nel riferirsi all’attuale politica monetaria spinge a pensare di essere più vicini alla fine del ciclo di rialzo dei tassi rispetto a quanto molti osservatori si attendano.
Mentre i rendimenti sui treasury hanno reagito diminuendo, come ci si aspettava il dollaro non l’ha fatto, oscurato dalle problematiche europee.
Venerdì come ogni inizio mese usciranno gli NFP, si prevede un buon dato in uscita con una particolare attenzione alla conferma sull’aumento dei salari osservato il mese scorso.

GBP

La scorsa settimana sembra sia stata confermata la nostra visione secondo cui gli attuali livelli della sterlina contro euro e dollaro siano sottovalutati e la semplice assenza di cattive notizie porti a un apprezzamento della divisa. Questa interpretazione sarà testata nuovamente questa settimana con l’uscita dei dati sulle attività commerciali delle PMI di mercoledì e con la conferenza del partito conservatore in cui l’argomento principe sarà la Brexit.

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