Il dollaro si indebolisce nonostante l’avversione al rischio

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15 October 2018

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

Le forti vendite sui mercati azionari di tutto il mondo e il ritorno dell’avversione al rischio non hanno sostenuto il dollaro, che ha perso terreno contro tutte le divise G10 ad eccezione del dollaro canadese. Ancora più sorprendente è stata la sofferenza del dollaro contro le divise emergenti. Come da previsioni lo yen, classica divisa rifugio, ha beneficiato dell’ondata di avversione al rischio. Lo stesso hanno fatto la lira turca, il rand sudafricano e il real brasiliano, tutti acquistati in seguito a evoluzioni politiche ben viste dai mercati.

In una settimana scarsa di eventi macro-economici e monetari ci aspettiamo che il mercato resti focalizzato sull’interazione tra tassi di interessi USA, propensione al rischio e valute. L’inconsueta divergenza tra andamento del dollaro e crescita dei tassi di interesse USA, se confermata nelle prossime settimane, potrebbe portare a sviluppi interessanti.

EUR

Gli sviluppi economici dell’eurozona continuano a essere in balia del conflitto italiano creato dal suo governo populista ignorando le linee guida sul deficit di bilancio di Bruxelles. Vale la pena notare tuttavia come i numeri della produzione industriale sono usciti superiori rispetto alle aspettative e come vi sia solo un leggero rallentamento nell’economia dell’eurozona. In questo scenario la situazione italiana assume una posizione di rilievo anche in vista della scadenza del 15 ottobre in cui il bel paese dovrà inviare il proprio bilancio alla commissione europea.

USD

Nonostante l’avversione al rischio scatenata dal sell-off sui mercati azionari, il dollaro americano non è riuscito a guadagnare perché si sono visti meno acquisti di treasury (che avrebbero fatto scendere i tassi USA) rispetto a quanto ci si sarebbe atteso in seguito al crollo dei corsi azionari e ai dati deludenti sull’inflazione USA di settembre.
Questi ultimi hanno mostrato un drammatico calo dell’inflazione primaria dal 2.7% al 2.3% e dello 0.1% dell’inflazione core.
Questa settimana il principale riferimento macroeconomico sarà fornito dalle vendite al dettaglio di oggi ma l’attenzione sarà focalizzata nel capire se il dollaro continuerà ad ignorare l’alto livello dei tassi USA e la crescente avversione al rischio.

GBP

La sterlina è stata acquistata la scorsa settimana in seguito alla speranza di evoluzioni positive sul fronte Brexit. Tuttavia la sterlina nella sessione asiatica di questa notte ha perso il terreno guadagnato, in seguito alla notizia che i negoziati tra UK e Unione Europea svolti durante il weekend siano in fase di stallo. In aggiunta alle evoluzioni sulla Brexit i dati sui salari di martedì e quelli sull’inflazione di mercoledì ci forniranno ulteriori informazioni sulle tempistiche di rialzo dei tassi da parte della Bank of England.

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