Il peggioramento dei casi di Covid negli USA mette a rischio la ripresa globale

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29 June 2020

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

La scorsa settimana è stata molto movimentata per i mercati finanziari globali. Il continuo aumento del numero di contagi negli Stati Uniti, dove alcuni stati stanno effettivamente registrando livelli record di nuovi casi, ha fatto sì che i mercati azionari mondiali vacillassero, anche se per il momento non si è registrata una tendenza al ribasso prolungata. .

I
l fatto che i decessi negli Stati Uniti siano relativamente stabili anche con l’aumento dei nuovi casi è per ora motivo valido e sufficiente per mantenere un livello minimo di investimenti in asset rischiosi in tutto il mondo.

Anche i mercati valutari hanno mostrato andamenti disomogenei. Per quanto riguarda le valute del G10, sono state tutte negoziate in intervalli di oscillazione ristretti, quelle latino-americane invece hanno generalmente registrato una flessione, mentre quelle asiatiche hanno registrato complessivamente un rialzo. Tutto sommato, è stato difficile individuare un tema comune.

La prossima settimana l’attenzione si concentrerà ancora una volta sul mercato del lavoro statunitense e sulla velocità di ripresa rispetto ai mesi peggiori della crisi: oltre ai dati settimanali sulla disoccupazione, sarà fondamentale il dato sui Non Farm Payrolls del mese di giugno. Il ribilanciamento trimestrale dei flussi dei gestori di fondi aggiungerà volatilità fino a martedì sera.

EUR

I PMI di giugno dell’Eurozona sono rimbalzati arrivando a livelli simili a quelli del Regno Unito. Inoltre, la valuta comune ha beneficiato della tendenza al ribasso dei nuovi contagi, contrariamente a quanto sembra succedere oltreoceano: i casi europei sono chiaramente in calo mentre i casi statunitensi aumentano. Tuttavia, il nervosismo generale e l’incertezza sui mercati a fine trimestre hanno fatto sì che alla fine l’euro abbia chiuso la settimana proprio nel punto in cui aveva iniziato nei confronti del dollaro statunitense. Ora che il rischio di una crisi dell’euro è stato scartato dagli investitori, prevediamo che l’euro possa riprendere a rafforzarsi gradualmente contro la maggior parte delle valute mondiali.

USD

Una delle maggiori fonti di incertezza nei mercati valutari per la seconda metà del 2020 è capire se il dollaro manterrà il suo status di valuta rifugio, visto che la situazione causata dalla pandemia continua a peggiorare più negli USA di quanto non accada nella maggior parte degli altri Paesi sviluppati. La scorsa settimana i nuovi casi hanno registrato numeri record, anche se per fortuna i decessi sono in diminuzione, segno che il dato è almeno in parte dovuto a un maggior numero di test.

Tuttavia, poiché i singoli stati bloccano o annullano la riapertura, sarà necessario più tempo per rimarginare il danno provocato al mercato del lavoro. Finora, la risposta statale insolitamente generosa (stimolo e ampliamento delle indennità di disoccupazione) è riuscita a prevenire un collasso dei redditi dei lavoratori, ma con i sussidi settimanali “extra” di $600 che scadranno alla fine di luglio, molto dipenderà da un accordo tra le parti per prolungare queste misure eccezionali.

Venerdì il rapporto sui salari di giugno dovrebbe riflettere il continuo ma modesto miglioramento nei numeri della disoccupazione e dei posti di lavoro dopo il triste minimo di aprile, ma dato l’insolito livello di incertezza, è probabile che le richieste di sussidi settimanali forniranno ulteriori informazioni utili, rispetto al rapporto sui salari.

GBP

I PMI di giugno del Regno Unito hanno registrato un rimbalzo maggiore del previsto così come è avvenuto nella maggior parte dei Paesi. Il valore 47.6 indica che l’economia è prossima ad espandersi di nuovo e che il secondo trimestre del 2020 porterà probabilmente alla ripresa economica. La scadenza per un’estensione della Brexit è prevista per martedì, ma il governo britannico ha già indicato che non la chiederà e non prevediamo molta volatilità oltre ai consueti flussi di ribilanciamento di fine trimestre. Entrambe le parti hanno espresso dichiarazioni cautamente ottimiste, quindi prevediamo che la sterlina possa rafforzarsi nelle prossime settimane.

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