Le forti misure di stimolo alla crisi sostengono i mercati e affossano i dollaro

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30 March 2020

scritto da
Enrique Díaz-Álvarez

Chief Risk Officer at Ebury. Committed to mitigating FX risk through tailored strategies, detailed market insight, and FXFC forecasting for Bloomberg.

L’enorme volatilità sui mercati finanziari continua, ma almeno si è visto un recupero dopo i forti crolli delle scorse settimane. I mercati azionari e obbligazionari di tutto il mondo sono rimbalzati dopo l’annuncio di programmi giganteschi di stimolo monetario e fiscale da entrambe le sponde dell’Atlantico. Il dollaro, che ultimamente aveva assunto il ruolo di valuta rifugio, si è quindi mosso nella direzione opposta, perdendo terreno bruscamente contro ogni altra valuta del G10 e contro la maggior parte di quelle dei mercati emergenti.

L
a prossima settimana, i mercati saranno guidati da tre fattori principali. Innanzitutto, l’evoluzione del contagio nei diversi paesi, in particolare negli Stati Uniti, dove la diffusione sta prendendo velocità. In secondo luogo, l’entità del danno economico che emergerà nei principali indicatori economici. Infine l’annuncio di misure di sostegno economico per cittadini e imprese dei vari stati interessati. Nel complesso vediamo spazio per un proseguimento del rally dell’euro, visto che le notizie statunitensi stanno peggiorando mentre emergono i primi segnali che l’epidemia in Europa non stia più crescendo esponenzialmente.

EUR

Il forte rimbalzo della moneta comune della scorsa settimana non è derivato dalle notizie della zona euro, ma è stato principalmente innescato dal generale recupero dell’avversione al rischio. Questa settimana uscirà un importante dato che sta ricevendo poca attenzione: i numeri sull’inflazione di marzo, che rifletteranno già l’impatto della crisi. Sarà interessante vedere se il crollo della domanda o la contrazione dell’offerta provocati dai blocchi avranno un grande impatto sui prezzi. Rimarremo inoltre concentrati sui dettagli dei programmi di sostegno per persone e imprese, fondamentali per dare forma a qualsiasi ripresa futura dalla recessione che sta arrivando.

USD

La crisi del coronavirus ha ora colpito con forza anche gli Stati Uniti, che stanno subendo ogni giorno il maggior numero di nuovi casi nonostante il limitato numero di test. La risposta disordinata delle autorità federali e di alcune autorità statali non ha certamente aiutato. Inoltre, la crisi si è ora diffusa all’economia, infatti le misure di isolamento hanno fatto aumentare il numero di richieste settimanali di sussidi di disoccupazione al massimo storico, ben oltre tre milioni, rispetto ai duecentomila di due settimane fa. Questa settimana probabilmente assisteremo ad un altro dato impressionante quando verrà pubblicato, nel rapporto mensile sui salari, il numero di posti di lavoro persi dall’economia a marzo. Vi sono buone probabilità che il relativo peggioramento della crisi negli Stati Uniti, rispetto alla stabilizzazione provvisoria a cui stiamo assistendo in Europa per quanto riguarda i nuovi contagi, si rivelerà un ostacolo per il dollaro questa settimana.

GBP

La sterlina, che è stata la valuta più performante della scorsa settimana, è tornata in modo inaspettato ai massimi da due settimane contro il dollaro. Questo deriva non solo dalla volatilità generale sui mercati, ma anche da un’accoglienza positiva di quelli che sono i programmi di sostegno economico per le PMI (dal governo di Johnson) e per le grandi aziende (da parte della Bank of England). Questa settimana avremo poche notizie che saranno in grado di riflettere l’impatto della crisi, ma chiaramente le perdite fino ai minimi storici di quindici giorni fa hanno liquidato la maggior parte dell posizioni speculative al rialzo, prevediamo quindi che la sterlina resti relativamente forte nelle prossime due settimane.

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