Le valute dei mercati emergenti si stabilizzano dopo un'altra settimana difficile

Enrique Díaz-Álvarez10/Sep/2018Analisi del mercato valutario

Un round di dati cinesi deboli ha dato il via a una nuova ondata di vendita nei mercati emergenti all’inizio della settimana che ha accelerato fino a mercoledì, ma in seguito la maggior parte delle valute principali è riuscita a stabilizzarsi e recuperare lievemente nel weekend. Le più colpite sono state il rublo russo e il rand sudafricano, anche se stavolta sono state contagiate anche le valute asiatiche.

La notizia più rilevante della settimana, al di fuori dei mercati emergenti, è stata l’uscita dei dati sui non farm payroll (NFP). Sebbene i numeri siano stati deboli, i salari sono aumentati del 2,9% rispetto a un anno fa. Di conseguenza, i tassi di interesse statunitensi sono saliti e il rendimento del Treasury a 10 anni ha toccato il livello più alto del mese. È forse un segnale promettente per i mercati emergenti, i quali non hanno particolarmente sofferto questo aumento durante la sessione di venerdì.

Ci si aspetta volatilità nei mercati valutari per la giornata di giovedì, in quanto sono previsti i meeting mensili sia per la BCE che per la Bank Of England.

EUR

Gli indici flash PMI dell’eurozona sono usciti, come previsto, poco variati. L’euro si è mosso poco contro le principali divise e ha chiuso ai livelli di inizio settimana. Giovedì ci sarà il meeting della BCE. Come nel Regno Unito, non sono previsti interventi. Tuttavia, sarà interessante ascoltare ciò che il governatore Draghi dirà su due questioni importanti: il conflitto col governo populista italiano e il continuo fallimento dell’inflazione core ad iniziare una netta tendenza al rialzo verso l’obiettivo della BCE.

USD

La scorsa settimana sono usciti dati macroeconomici molto rilevanti negli Stati Uniti, in particolare, il report mensile sugli NFP. Nonostante la revisione al ribasso del dato del mese scorso e una disoccupazione leggermente più alta, il numero più significativo è stato l’aumento del 2.9% dei salari. Se questo miglioramento verrà confermato nei prossimi report, vuol dire che il mercato del lavoro americano spingerà i datori di lavoro ad offrire salari più elevati; come conseguenza, si potrebbe avere un rialzo dei tassi da parte della Fed più veloce e, quindi, un dollaro più forte.

GBP

La sterlina continua a ignorare in gran parte le notizie economiche e si muove in reazione alle ultime indiscrezioni sui negoziati Brexit. Alla fine, la divisa inglese ha chiuso la settimana più o meno dove l’ha iniziata, ma si stanno iniziando ad osservare segnali di ammorbidimento delle posizioni dell’UE e restiamo dell’idea che i mercati stiano sopravvalutando la possibilità di una hard Brexit.

La fonte principale della volatilità della sterlina sarà la riunione di settembre della Bank of England in calendario giovedì. Non è previsto alcun cambiamento di politica monetaria, ma la distribuzione dei voti, il report sull’inflazione e i verbali della riunione saranno esaminati attentamente.

stampa

Scritto da Enrique Díaz-Álvarez

Direttore Rischi presso Ebury. Deciso a mitigare il rischio di cambio tramite strategie personalizzate, specifiche analisi di mercato e accurate previsioni valutarie per conto di Bloomberg