Mercati emergenti sotto pressione con il peso argentino che segue il crollo della lira turca

Enrique Díaz-Álvarez03/Set/2018Analisi del mercato valutario

La scorsa settimana il rischio contagio è stato il driver principale sul mercato valutario. È continuata infatti la discesa della lira turca alla riapertura del mercato dopo diversi giorni di festività. A metà settimana, il peso argentino è precipitato dopo che il paese ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale (IMF) di accelerare l’erogazione dei fondi previsti nel pacchetto di aiuti. Le valute latino americane hanno subito un generale deprezzamento tranne il real brasiliano che ha limitato le perdite grazie all’intervento della banca centrale.

Le valute G10 hanno in gran parte resistito all’accaduto, fatta eccezione per il franco svizzero, che si è rafforzato in quanto valuta rifugio, mentre il dollaro australiano ha sofferto dopo l’annuncio di aumento dei tassi di interesse su mutui da parte delle banche nazionali.

Diversi dati economici in uscita sul mercato USA questa settimana: attesa per il deficit commerciale, i dati ISM e soprattutto per gli NFP di venerdì. Il budget italiano, che verrà pubblicato questa settimana, darà una visione più chiara sulle intenzioni del governo italiano nel confrontarsi con le istituzioni dell’UE.

EUR

Nella scorsa settimana sono usciti dati contrastanti per l’Eurozona. Il sondaggio IFO tedesco di lunedì, più che positivo, ha supportato la moneta comune, ma ulteriori dati insoddisfacenti sull’inflazione hanno fatto ritracciare poi l’euro sui livelli di inizio settimana. Ci aspettiamo ancora il primo rialzo dei tassi da parte della BCE durante l’estate 2019, tuttavia, se l’inflazione non dovesse iniziare a dare chiari segnali di ripresa, il rialzo potrebbe posticiparsi all’ultimo trimestre 2019.

In attesa del meeting della BCE di settembre, l’attenzione sarà focalizzata sulla legge di bilancio del nuovo governo italiano. Al momento vi sono segnali che l’Italia rispetterà il limite del 3% imposto sul deficit, supportando, dunque, l’euro.

USD

Il dollaro USA, poco influenzato dalle notizie domestiche, ha beneficiato dell’avversione al rischio dal momento che gli investitori sono stati spaventati dai forti cali di peso argentino e lira turca. Il biglietto verde ha visto un generale apprezzamento nei confronti delle divise emergenti, ma si è ritrovato in posizione neutrale rispetto alle valute G10.

Dopo la festività di lunedì, questa settimana vedrà l’uscita di diversi dati utili alla FED per calibrare le proprie decisioni. Da sottolineare i Non Farm Payrolls di venerdì dove ci si aspetta, per il terzo mese consecutivo, un aumento dei salari del 2.7% annualizzato. Qualsiasi sorpresa positiva con buona probabilità riporterà il dollaro ai massimi toccati recentemente.

GBP

Lo scorso mercoledì la sterlina si è apprezzata dopo che il negoziatore europeo Barnier ha promesso una “partnership senza precedenti” con il Regno Unito. Questa settimana il parlamento tornerà a discutere sulla Brexit. Ulteriori possibili notizie positive in tal senso e forti segnali dagli indici PMI delle attività commerciali in uscita lunedì e martedì potrebbero portare al rialzo la sterlina, in quanto i livelli attuali stanno scontando uno scenario di hard Brexit.

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Scritto da Enrique Díaz-Álvarez

Direttore Rischi presso Ebury. Deciso a mitigare il rischio di cambio tramite strategie personalizzate, specifiche analisi di mercato e accurate previsioni valutarie per conto di Bloomberg