Gli attacchi di Trump ai rialzi della Fed pesano sul dollaro

Enrique Díaz-Álvarez28/Ago/2018Analisi del mercato valutario

La scorsa settimana è stata caratterizzata, più che da dati macroeconomici, da commenti politici provenienti dalla Casa Bianca.

Le parole critiche di Trump nei confronti della politica monetaria restrittiva della Fed hanno fatto ritracciare sia i tassi d’interesse statunitensi che lo stesso dollaro. L’aumento della propensione al rischio da parte degli investitori non ha supportato il biglietto verde, che si è indebolito contro tutte le valute G10 ad eccezione dello yen giapponese, a sua volta sotto pressione in quanto valuta rifugio.

Questa settimana è altrettanto povera di dati significativi. I dati sull’inflazione europea di venerdì saranno, probabilmente, gli unici rilevanti. Il mercato cercherà segnali di un trend rialzista dell’inflazione, in linea con il target BCE.

EUR

La scorsa settimana l’euro ha registrato la miglior performance tra le G10. Gli indici PMI sono stati nettamente superiori a 54 e la crescita del PIL tedesco si è attestata a un buon +0,5% in questo trimestre. Tutti gli occhi sono puntati sui dati sull’inflazione in uscita nella giornata di venerdì. Riteniamo che un significativo rafforzamento dell’euro dai livelli attuali dovrà attendere una chiara tempistica dei rialzi della BCE e questo a sua volta dipenderà da una evidente tendenza verso l’alto dei dati core sull’inflazione, finora assente.

USD

I commenti di Trump sulla politica monetaria adottata da parte della Federal Reserve, le notizie riguardanti il suo ex avvocato che stava collaborando con gli investigatori e il suo ex manager della campagna elettorale condannato per frode ed evasione fiscale hanno fatto perdere terreno al dollaro. Il presidente della Fed Powell ha ribadito la sua linea gradualista su ulteriori aumenti dei tassi d’interesse. L’effetto netto ha portato una settimana difficile per il dollaro USA, che ha portato l’euro vicino al livello di 1,1700.
Non prevediamo forti oscillazioni del dollaro rispetto i livelli attuali finché non verrà intrapreso un percorso di rialzi dei tassi anche dalle altre principali banche centrali.

GBP

Settimana altalenante per la sterlina, che si è unita nel movimento rialzista delle valute G10 contro il dollaro ma non ha eguagliato l’apprezzamento registrato dall’euro.
Le notizie riguardanti la Brexit non hanno ancora preso una svolta positiva. Il governo del Regno Unito ha implicitamente ammesso che sarà impossibile rispettare la scadenza di ottobre per raggiungere un accordo ed ha rilasciato ulteriori dettagli riguardanti l’eventualità che ciò non avvenga.

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Scritto da Enrique Díaz-Álvarez

Direttore Rischi presso Ebury. Deciso a mitigare il rischio di cambio tramite strategie personalizzate, specifiche analisi di mercato e accurate previsioni valutarie per conto di Bloomberg