La volatilita' in Turchia pesa sulle valute dei paesi emergenti

Enrique Díaz-Álvarez20/Ago/2018Analisi del mercato valutario

L’attenzione continua a essere incentrata sulla Turchia, poiché la lira turca risponde agli sviluppi politici oscillando ampiamente in entrambe le direzioni. Mentre le principali valute G10 hanno chiuso la settimana non molto lontano da dove hanno iniziato, la volatilità in Turchia ha spaventato gli investitori dei mercati emergenti. Il fatto che la lira sia riuscita a registrare un rimbalzo del 6% la scorsa settimana ha fornito un’ulteriore riflessione per le valute di questi mercati, la maggior parte dei quali ha chiuso in netto calo rispetto al dollaro USA.

Anche questa settimana sarà leggera nei dati macroeconomici. Le notizie politiche dalla Turchia insieme alle controversie commerciali saranno fattori chiave nei mercati valutari.

EUR

L’euro è riuscito a stabilizzarsi la scorsa settimana anche in assenza di notizie rilevanti, ma i timori del mercato relativi all’esposizione delle banche europee alla crisi turca superano il miglioramento dei dati macroeconomici nelle ultime settimane. Questa settimana, i verbali della BCE e gli indici PMI delle attività commerciali, entrambi previsti per giovedì, concentreranno l’attenzione degli investitori. Occhi puntati su un possibile rimbalzo dell’indice PMI in grado di rafforzare l’euro.

USD

Gli unici dati economici in rilievo della settimana scorsa sono stati quelli riguardanti le vendite al dettaglio migliori rispetto alle attese, che lasciano il livello medio di tre, sei  e dodici mesi al di sopra dello 0.5%, segnale di una sana propensione alla spesa e conferma che non ci sono battute di arresto in vista per l’economia degli Stati Uniti. Questa settimana sarà altrettanto leggera sul fronte economico, ad eccezione della pubblicazione delle minute dell’ultimo incontro della FED prevista per  mercoledì. Non ci aspettiamo alcun passo indietro né nelle prospettive positive per l’economia americana né nell’attuale approccio di rialzo graduale dei tassi d’interesse.

GBP

I dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione usciti la scorsa settimana hanno rispettato le attese: i salari hanno segnato un incremento leggermente superiore rispetto all’inflazione, mentre la disoccupazione è scesa al 4%.

Né questi dati né i dati più che positivi sulle vendite al dettaglio hanno avuto un impatto sulla sterlina, su cui continua a pesare fortemente la tematica Brexit.

Pensiamo che questi timori siano sovrastimati dal mercato e che anche solo delle notizie relativamente positive provenienti dai negoziati Brexit possano supportare la sterlina.

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Scritto da Enrique Díaz-Álvarez

Direttore Rischi presso Ebury. Deciso a mitigare il rischio di cambio tramite strategie personalizzate, specifiche analisi di mercato e accurate previsioni valutarie per conto di Bloomberg