La volatilità sui mercati emergenti frena il rally del dollaro

Enrique Díaz-Álvarez11/Jun/2018Analisi del mercato valutario

Il modesto movimento settimanale del dollaro rispetto alle altre valute principali ha mascherato l’enorme volatilità delle divise dei mercati emergenti, specialmente del Brazilian Real. A confronto, i movimenti delle valute G10 sono stati contenuti e l’euro ha portato anche le altre valute europee a registrare un modesto rimbalzo contro il dollaro, spinte dall’aumento delle aspettative del mercato nella riduzione del QE da parte della BCE nella parte finale dell’anno.

Questa settimana sarà critica per i mercati valutari: la FED si riunirà mercoledì e la BCE giovedì; in aggiunta, il voto della Camera Dei Comuni sul documento per l’uscita dall’UE (“EU Whitdrawal Bill”) sancirà linee guida sul fronte politico. Infine, dati chiave sull’inflazione saranno rilasciati in America (martedì) e in UK (mercoledì). In parallelo notizie dall’incontro tra Stati Uniti e Corea del Nord potranno aggiungere volatilità alla settimana.

EUR

C’è più incertezza del solito per il meeting della BCE di questa settimana. Non è infatti chiaro quale reazione avrà il board nei confronti delle turbolenze politiche e di mercato generate dal nuovo governo populista italiano e anche verso il rallentamento nei dati economici degli Stati Uniti. Riteniamo che questi doppi timori siano sufficienti per rimandare al meeting di luglio l’annuncio della fine del QE nell’ultima parte dell’anno. Su un arco di tempo più lungo, comunque, il forte rimbalzo dell’inflazione che abbiamo visto a maggio fornisce le prime prove di un trend rialzista di questo critico indicatore economico; il rally del dollaro contro l’euro potrebbe essere quindi vicino alla sua fine.

USD

Con la Federal Reserve pronta a rialzare i tassi la prossima settimana e l’inflazione USA che probabilmente aumenterà ulteriormente, l’unica cosa che mantiene il rendimento del Treasury Americano a 10 anni al di sotto del 3% è stata la crescente volatilità di mercato, che ha toccato prima le obbligazioni italiane per poi riversarsi sui più vulnerabili mercati emergenti. Su questi si sono visti segnali positivi nella seconda metà della scorsa settimana quando c’è stata una ripresa del real brasiliano dai suoi minimi di mercoledì. Se questa resilienza dovesse persistere i tassi d’interesse USA potrebbero ricominciare a salire. Tuttavia, stiamo iniziando a pensare che i livelli del dollaro rispetto alla maggior parte delle valute stiano già scontando questi sviluppi e di conseguenza non ci aspettiamo necessariamente che il dollaro torni a crescere nel breve termine.

GBP

La sterlina va quasi di pari passo con l’euro, sostenuta da un lato dai dati economici positivi ed affossata dall’altro dalle cattive notizie sullo stato dei negoziati sulla Brexit. È piuttosto singolare che la sterlina non sia riuscita infatti a beneficiare della debolezza dell’euro e che ancora venga scambiata al livello di 0,88-0,89; si pensa, tuttavia, che ci siano buone possibilità di cambiamento non appena vi saranno evoluzioni positive sulla Brexit. Il dibattito della prossima settimana nella Camera dei Comuni sul ‘EU Whitdrawal Bill’  fornirà, tuttavia, informazioni meno cruciali rispetto ai dati sul lavoro e sull’inflazione.

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Scritto da Enrique Díaz-Álvarez

Direttore Rischi presso Ebury. Deciso a mitigare il rischio di cambio tramite strategie personalizzate, specifiche analisi di mercato e accurate previsioni valutarie per conto di Bloomberg