I toni dovish della FED pesano sul dollaro mentre guadagnano terreno le oil currencies
Il timore che la Federal Reserve interrompa il ciclo di rialzi nel 2019 ha fatto diminuire i tassi di interesse statunitensi contribuendo all’indebolimento del dollaro.
L'euro ha in gran parte ignorato le proteste contro Macron, mentre sulla sterlina pesa l’incertezza sul voto del parlamento riguardante l’accordo Brexit, che con tutta probabilità verrà respinto. Per quanto riguarda le altre divise, lo stabilizzarsi del prezzo del petrolio ha inciso positivamente sulle divise dei paesi esportatori come il rublo e il peso colombiano, mentre ha fatto soffrire quelle dei paesi importatori come la lira turca e il rand sudafricano.

Questa settimana prevediamo ulteriore incertezza e volatilità. Il voto del Parlamento di martedì sull'accordo Brexit avrebbe portato estrema volatilità alla sterlina e il suo rinvio non fa che aumentare l’incertezza. La riunione della BCE di giovedì potrebbe potenzialmente rafforzare l'euro se venisse confermato che nel 2019 potrebbe esserci un rialzo dei tassi nonostante i recenti dati deboli.

EUR


La riunione della BCE di giovedì chiarirà se i recenti dati usciti al di sotto delle attese hanno indotto il Consiglio a considerare una posticipazione del ciclo di rialzo dei tassi. Riteniamo che la debolezza dei PMI sia temporanea, mentre è più difficile non considerare il basso livello dell'inflazione core dell'eurozona. Tuttavia, le aspettative dei mercati sono già, a nostro avviso, eccessivamente accomodanti, dato che prevedono che il tasso di riferimento dei depositi non raggiungerà lo zero fino al 2021. Riteniamo quindi che il rischio sia che toni meno accomodanti del previsto da parte della BCE al prossimo meeting possano rafforzare l’euro.

USD


Nonostante gli NFP siano usciti al di sotto delle attese, riteniamo che nel complesso i dati siano coerenti con un mercato del lavoro ancora in modesto rafforzamento. Tuttavia, siamo d'accordo con la percezione del mercato secondo cui gli aumenti della Fed nel 2019 sono tutt'altro che garantiti. Il FOMC probabilmente farà una pausa per valutare la ripresa delle pressioni inflazionistiche, cosa che non ci aspettiamo accada presto. Ci attendiamo ancora un rialzo nel prossimo meeting di dicembre, mentre non è previsto alcun cambiamento nel 2019. Per le divise G10 i tempi sembrano maturi per una lenta convergenza verso i tassi statunitensi e ci aspettiamo che questo possa essere negativo per il dollaro.

GBP


Inutile dire che per la sterlina non conta altro che il voto sulla Brexit di questa settimana e le sue implicazioni. È molto probabile che l'accordo non passerà, ma il margine di sconfitta sarà fondamentale. Riteniamo che una sconfitta oltre gli 80 voti potrebbe portare alla caduta del governo e ad una hard brexit, facendo crollare la sterlina.
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