La sterlina guadagna terreno con il mercato che sconta una soft-Brexit
La pesante sconfitta subita da Theresa May nel voto sull’accordo Brexit ha paradossalmente supportato la sterlina, che è stata una delle migliori tra le divise G10.
Il dollaro ha beneficiato dell’uscita di dati economici deboli dalla Cina e dall'Eurozona, mentre lo shutdown del governo federale ha ridotto il numero di notizie macroeconomiche in uscita.

Questa settimana l'attenzione del mercato si focalizzerà sulla BCE e, in misura minore, sulla Banca centrale del Giappone. Importante sarà l’atteggiamento del Board dopo i recenti dati deboli dell’area euro.

EUR


La crescita economica tedesca nel 2018 si è assestata all'1,5%, il che significa che la crescita del quarto trimestre è stata leggermente positiva. Ciò nonostante il presidente della BCE Mario Draghi ha riconosciuto la recente debolezza economica. È quindi probabile che al meeting BCE di giovedì vi sarà un ulteriore abbassamento delle loro stime economiche, che a nostro avviso escluderebbe eventuali aumenti dei tassi nel 2019. Considerando questo scenario negativo, sorprende che l'euro sia riuscito a rimanere sopra 1.1300 nei confronti del dollaro.

USD


La scorsa settimana negli Stati Uniti, a causa dello shutdown del governo federale, sono usciti solo dati di secondo livello. Questa settimana dovrebbe essere simile. I mercati devono quindi aspettare indicazioni dalle comunicazioni della Federal Reserve, che da inizio anno sono diventate chiaramente accomodanti. Il brusco cambiamento di tono rende i “dot plot” rilasciati nel meeting di dicembre ormai obsoleti. In assenza di un aumento dell'inflazione, nel 2019 ci si aspetta un solo rialzo o addirittura una pausa. Questo contesto dovrebbe dimostrarsi molto favorevole alle divise dei mercati emergenti: infatti, la maggior parte di esse ha registrato un forte rimbalzo in questo inizio 2019.

GBP


Il governo britannico ha subito la più grande sconfitta parlamentare nella storia, dopo che l'accordo Brexit della May è stato respinto con 230 voti. I mercati hanno reagito supportando la sterlina. Il motivo sta nel fatto che un No-deal è ormai un evento poco probabile e la portata del voto contrario significa che l'unico accordo che sia in grado teoricamente di superare il Parlamento è una Brexit considerevolmente più morbida, che potrebbe essere parzialmente sostenuta dai Laburisti. Siamo d'accordo con questa valutazione e continuiamo a pensare che nei prossimi mesi ci sarà spazio per un ulteriore apprezzamento della sterlina.
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