Settimana tranquilla per il mercato valutario grazie alla prudenza della Fed
La chiara indicazione che la Federal Reserve stia prendendo in considerazione una pausa nel suo ciclo di rialzo dei tassi ha abbassato la curva dei rendimenti negli Stati Uniti.
Tuttavia, il dollaro ha reagito piuttosto positivamente alla notizia, nonostante vi sia stato un generale rally dei mercati azionari e obbligazionari. Una possibile spiegazione della performance relativamente positiva del dollaro nonostante la caduta dei rendimenti dei Treasury USA potrebbe essere il deludente dato sull’inflazione dell’Eurozona.

Questa settimana l'attenzione si sposterà sui dati macroeconomici, con l’uscita degli NFP venerdì pomeriggio. Presteremo, inoltre, molta attenzione anche a dati di secondo piano sull'Eurozona, che potrebbero darci maggiori indizi sul recente rallentamento. Anche il dibattito sulla Brexit nel Parlamento del Regno Unito dovrebbe portare molta volatilità alla sterlina.

EUR



La scorsa settimana le notizie economiche dell’eurozona hanno continuato a deludere. L'inflazione core è scesa dall'1,1% all'1,0%, senza mostrare alcun segnale di avvicinamento all'obiettivo della BCE del 2%. Questo indicatore cruciale continua ad essere fermo ai livelli degli ultimi sette anni. Riteniamo che la nostra previsione per un rialzo dei tassi della BCE nel terzo trimestre del 2019 sia troppo ambiziosa, quindi a breve sarà rivista. L'euro ha sofferto meno di quanto ci si potesse aspettare dai dati negativi delle ultime settimane, dal momento che anche la Federal Reserve, la scorsa settimana, ha usato toni accomodanti nelle sue comunicazioni.

USD



Con pochi dati macroeconomici in calendario, la scorsa settimana l’attenzione è stata focalizzata sulle comunicazioni della Federal Reserve. Le parole del presidente Powell e di Richard Clarida, così come i verbali dell'ultima riunione della banca centrale, suggeriscono come i membri della Fed pensino che i tassi non siano lontani da livelli neutrali. Mentre un aumento di dicembre è quasi certo, i mercati ora si aspettano solo un rialzo per il 2019. Pensiamo che questa sia una valutazione realistica, poiché non ci sono pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti e la Fed può permettersi di attendere ulteriori dati prima di agire. Di conseguenza, riteniamo che ci sia spazio per un indebolimento del dollaro dopo i guadagni registrati da settembre.

GBP



L’unico driver per la sterlina continuano ad essere le notizie sulla Brexit, mentre tutti i dati macroeconomici vengono ignorati. L'Unione Europea ha accettato la bozza di accordo, ma la sterlina non ne ha beneficiato dal momento che l’attenzione si è spostata sul parlamento inglese, che dovrà ratificarlo. Il voto è previsto per l'11 dicembre, ma ci aspettiamo che la sterlina continuerà ad essere influenzata dalle indiscrezioni sulle intenzioni di voto.





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