Il dollaro si rafforza in assenza di sorprese dalle elezioni usa e per i toni della Fed
Il dollaro ha toccato nuovi massimi contro le principali divise alla fine della scorsa settimana, con i toni restrittivi della Federal Reserve e la caduta dei mercati azionari che hanno messo in ombra le incertezze sulla capacità del presidente Trump di introdurre ulteriori stimoli fiscali dopo le elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
Non ci sono state sorprese dalle elezioni di midterm della scorsa settimana, che si sono chiuse sostanzialmente in linea con quanto previsto dai sondaggi. I Repubblicani di Trump hanno mantenuto il controllo del Senato, anche se la conquista della Camera da parte dei Democratici per la prima volta in otto anni potrebbe essere un ostacolo ad ulteriori tagli fiscali da parte del presidente.
Durante lo scrutinio, l’avanzata dei Democratici e la conseguente incertezza politica di una deviazione dallo status quo ha inizialmente pesato sul biglietto verde. Il dollaro, tuttavia, ha recuperato le perdite nel corso della settimana, riuscendo persino a concluderla ai massimi contro l'euro dopo le dichiarazioni positive di giovedì della Federal Reserve.

Le notizie sul fronte Brexit rimarranno probabilmente rilevanti nei mercati valutari questa settimana. A parte questo, l'attenzione sarà sui dati su inflazione e vendite al dettaglio negli Stati Uniti.

EUR



La settimana scorsa si è dimostrata relativamente tranquilla nell'eurozona, con la moneta unica mossa in gran parte dai risultati elettorali negli Stati Uniti e dalle parole della Federal Reserve.

Detto questo, abbiamo assistito a una modesta revisione al rialzo dell’indice PMI. Questo indicatore chiave, tuttavia, rimane ancora ai minimi da due anni, suggerendo che l'economia dell'area euro dovrebbe registrare un'altra modesta performance nel quarto trimestre dopo un risultato molto negativo del terzo trimestre. In assenza di dati macroeconomici di rilievo, l’euro dovrebbe essere mosso da altro.

USD



La Federal Reserve giovedì scorso ha rilevato ancora una volta il buono stato di salute dell’economia statunitense, aumentando ulteriormente le probabilità di un rialzo dei tassi alla prossima riunione di dicembre. I membri del comitato di politica monetaria hanno affermato che l'economia americana "è cresciuta a un ritmo considerevole", in aggiunta ai "solidi dati del mercato del lavoro" e alla crescita dei consumi. Questi commenti confermano, a nostro avviso, che solo un evento significativo sui mercati finanziari porterebbe la FED a ritardare il rialzo dei tassi previsto al prossimo meeting di dicembre.
L'attenzione negli Stati Uniti questa settimana sarà concentrata sui dati dell’inflazione di mercoledì e sulle vendite al dettaglio di giovedì, che potrebbero influenzare il biglietto verde.

GBP



Venerdì la sterlina ha toccato il minimo in dieci giorni, a causa dei dubbi sull’accordo Brexit e dell’avversione al rischio. I disaccordi all'interno del partito conservatore su come procedere con la Brexit, caratterizzati dalle dimissioni del deputato Jo Johnson venerdì, hanno evidenziato quanto sia difficile per Theresa May ottenere un accordo di uscita dall'UE attraverso il parlamento.

Questa settimana prevede importanti dati in uscita nel Regno Unito, con il rapporto sul lavoro di martedì, i dati sull'inflazione di mercoledì e le vendite al dettaglio di giovedì. A prescindere da eventuali sorprese, gli sviluppi sulla Brexit rimangono il principale market mover in vista del vertice UE del 13-14 dicembre.
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