Il braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sulla manovra italiana fa soffrire le divise europee
Lo scontento della Commissione Europea sulla manovra italiana ha messo in rotta di collisione Roma e Bruxelles pesando sull’euro. Anche la sterlina ha sofferto a causa di dati piuttosto deboli, che hanno posticipato le tempistiche di rialzo dei tassi della Bank of England.
Euro e sterlina hanno trascinato verso il basso tutte le altre divise europee facendogli perdere terreno contro il dollaro, che tra le G10 ha sofferto solo contro il dollaro australiano e quello neozelandese.

L’evento più atteso della settimana sarà il meeting della BCE di giovedì. Le riunioni di Bank of Canada, Riksbank (Svezia) e Norges Bank (Norvegia) saranno altrettanto importanti per le rispettive divise. Negli Stati Uniti il dato macroeconomico più atteso della settimana sarà la stima del PIL del terzo trimestre in uscita venerdì.

EUR


La moneta unica continua a soffrire mentre abbiamo assistito a una forte vendita dei titoli di stato italiani. Il conflitto tra il Governo italiano e Bruxelles non sembra avviarsi a una risoluzione, tanto più che la Commissione Europea sembra essere vicina all’avvio di una procedura contro l’eccessivo disavanzo di bilancio. Ci aspettiamo che le domande che saranno rivolte al governatore Draghi durante il prossimo incontro BCE ruotino intorno al bilancio italiano e all’incapacità dell’inflazione core europea di superare l’1%. Fino al momento in cui l’inflazione non inizierà una convincente tendenza al rialzo sarà difficile cercare di intuire in che modo i tassi possano salire nell’eurozona.

USD


Il deludente dato sulle vendite al dettaglio è stato messo in secondo piano dalle notizie positive sul mercato del lavoro, dove il dato sulla creazione di nuovi posti ha superato le aspettative. Il rilascio degli ultimi verbali della FED ha confermato come, nonostante le pressioni di Trump, i membri della FED continueranno con l’attuale politica di graduali rialzi dei tassi di interesse. Questa settimana in uscita il PIL del terzo trimestre, che sarà interessante soprattutto per quanto ci potrà dire sul deficit commerciale degli Stati Uniti e sull’impatto degli stimoli fiscali.

GBP


In attesa di notizie dai fronti macroeconomico e monetario, la sterlina reagirà prevalentemente a notizie e indiscrezioni sui negoziati Brexit. L’assenza di progressi rende sempre più probabile il posticiparsi a dicembre del meeting con l’Unione Europea previsto per novembre e questo ha un po’ placato le tensioni sul mercato valutario. EUR/GBP ha assorbito queste evoluzioni negative senza particolari problemi, confermando che i mercati si aspettano più un’estensione del periodo di transizione rispetto a una hard Brexit.
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