Il rialzo dei tassi in Turchia fa rimbalzare i mercati emergenti

Enrique Díaz-Álvarez17/Sep/2018Analisi del mercato valutario

Le valute emergenti hanno finalmente goduto di un forte sostegno durante la scorsa settimana, guidate dalla lira turca che si è rafforzata in maniera consistente dopo che la banca centrale ha alzato i tassi al 24%, in un apparente ritorno ad una sana ed indipendente politica monetaria. Questo ha fatto registrare un’importante performance contro le altre principali divise per la seconda settimana di fila.

I dati sull’inflazione statunitense inferiori alle attese hanno contribuito ad affossare i rendimenti dei titoli USA e lo stesso Dollaro, il quale ha chiuso la settimana in calo rispetto a tutte le altre valute ad eccezione delle asiatiche. Queste ultime sono state penalizzate dalla persistente incertezza sulle evoluzioni del conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti.

In settimana, l’attenzione è rivolta verso i numerosi incontri delle banche centrali. I più attesi saranno Bank of Japan, Norges Bank, South African Reserve Board, Swiss National Bank e Banco Central do Brazil.

EUR

Mentre i timori di un duro scontro sul budget italiano si sono ridimensionati, i mercati hanno iniziato ad accettare che la BCE ridurrà il proprio piano di acquisto di titoli di stato come da programma e che vi sarà un rialzo dei tassi nella seconda metà del prossimo anno. Nel meeting di giovedì, la BCE ha confermato le sue previsioni economiche mantenendo un tono piuttosto restrittivo. Draghi si è mostrato fiducioso sia sulla crescita che su un avvicinamento dell’inflazione al target nei prossimi mesi.

I flash PMI di venerdì potranno confermare se l’economia europea resta in traiettoria di crescita, sebbene non prevediamo movimenti significativi su EUR/USD finchè non vi saranno chiari segnali di ripresa dell’inflazione.

USD

L’aumento del rendimento dei Treasury innescato dai dati sull’occupazione è stato temporaneamente frenato da dati sull’inflazione inferiori alle attese. Questa settimana vedrà un calendario economico USA piuttosto scarno, dominato da dati, come quelli sul mercato immobiliare, che solitamente hanno influenza minore. Di conseguenza, il dollaro sarà mosso prevalentemente da novità sulla guerra commerciale e altre notizie.

GBP

La banca d’Inghilterra, come ampiamente già scontato dai mercati, ha lasciato la politica monetaria invariata la scorsa settimana. Tuttavia, ulteriori commenti positivi sulla questione Brexit hanno sostenuto la sterlina: il capo negoziatore europeo Michel Barnier ha dichiarato che esiste la possibilità che nelle prossime settimane si possa arrivare ad un accordo. Ciò conferma la nostra opinione che una Hard Brexit senza accordo è un risultato improbabile e che la sterlina è stata eccessivamente penalizzata nelle ultime settimane. Attenzione rivolta ai dati sull’inflazione di mercoledì che saranno decisivi per eventuali considerazioni su rialzi futuri da parte della banca di Inghilterra.

Stampa

Scritto da Enrique Díaz-Álvarez

Direttore Rischi presso Ebury. Deciso a mitigare il rischio di cambio tramite strategie personalizzate, specifiche analisi di mercato e accurate previsioni valutarie per conto di Bloomberg