Dollaro, yen e franco svizzero si rafforzano in conseguenza della crisi turca

Enrique Díaz-Álvarez13/Aug/2018Analisi del mercato valutario

Una classica crisi dei mercati emergenti ha colpito i mercati valutari la scorsa settimana. La lira turca è crollata con il presidente Erdogan e i suoi consiglieri finanziari che sembrano aver perso il controllo della situazione rilasciando dichiarazioni sempre più bizzarre e inutili. L’euro si è rafforzato leggermente all’inizio della settimana, per poi ritracciare in breve tempo dopo che i mercati hanno cominciato a preoccuparsi dell’impatto della crisi turca su alcune banche europee e sull’economia della zona euro in generale. Dollaro, franco svizzero e yen giapponese hanno sovraperformato, supportati dagli investitori in cerca di divise sicure, mentre LatAm, rublo e rand sudafricano hanno sofferto di più a causa degli effetti a catena della crisi turca.

La prossima settimana si preannuncia come un test cruciale per le divise dei mercati emergenti. La domanda chiave è se la crisi turca sarà vista come un evento idiosincratico guidato dalla vulnerabilità specifica della Turchia e dalla cattiva gestione finanziaria, come ci aspettiamo, o se gli investitori lo utilizzeranno come una scusa per abbandonare anche altri mercati emergenti. Le notizie economiche, al contrario, saranno piuttosto limitate, quindi ci aspettiamo che i mercati siano guidati da eventi politici, in particolare dalla Turchia.

EUR

La notizia che la BCE stia seguendo da vicino l’impatto della crisi turca su alcune banche europee (BBVA, Unicredit e BNP principalmente) ha colpito l’euro alla fine della scorsa settimana, portandolo sotto il livello di 1,15, il minimo dall’estate del 2017. Pensiamo che la reazione del mercato sia eccessiva. Le esportazioni verso la Turchia rappresentano meno dello 0,5% del PIL dell’Unione Europea. Per quanto riguarda l’impatto sulle banche dell’Unione Europea, lo scenario peggiore sarebbe liquidare i loro investimenti nelle banche turche. Anche nel caso più esposto, BBVA, ciò equivarrebbe a una perdita significativa ma che può essere facilmente assorbita dai buffer di capitale della banca. Ai livelli attuali vediamo l’indebolimento dell’euro come eccessivo, anche se pensiamo che i tempi non siano ancora maturi per andare lunghi sull’euro contro il dollaro USA.

USD

Il caos dei mercati turchi ha oscurato quello che pensiamo sia un dato molto importante dagli Stati Uniti. I dati sull’inflazione venerdì sono stati più positivi di quanto previsto dalla maggior parte degli analisti. L’inflazione core è salita al 2,4%, chiaramente al di sopra dell’obiettivo della Federal Reserve, con un trend di crescita che non mostra segni di rallentamento.

I tassi di interesse degli Stati Uniti hanno reagito alle notizie registrando un incremento, ma il movimento è stato più che compensato a fine settimana da ondate di acquisti di Treasury come beni rifugio in reazione alla situazione turca.

La prossima settimana sarà priva di dati rilevanti negli Stati Uniti, quindi prevediamo che il dollaro sarà principalmente guidato dalla situazione turca e dalle notizie legate alla guerra dei dazi da parte dall’amministrazione Trump.

GBP

Nella prima parte della settimana è proseguito il recente trend al ribasso della sterlina, che l’ha portata a indebolirsi ulteriormente per via dei timori di un hard Brexit.

Nella seconda parte della settimana a seguito delle notizie sulla crisi turca la sterlina ha avuto modo di recuperare nei confronti dell’euro grazie ai minimi contraccolpi che tale crisi potrebbe avere sull’economia e sulle banche inglesi.

Per la Gran Bretagna questa settimana sarà molto densa dal punto di vista dei dati economici: le contrattazioni saranno infatti trainate dall’uscita dei dati sul lavoro e sull’inflazione, rispettivamente martedì e mercoledì. Rimane tuttavia da vedere se queste riusciranno a rubare la scena alla crisi turca.

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Scritto da Enrique Díaz-Álvarez

Direttore Rischi presso Ebury. Deciso a mitigare il rischio di cambio tramite strategie personalizzate, specifiche analisi di mercato e accurate previsioni valutarie per conto di Bloomberg